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VERSI - eBook gratuito

 


Anonimo della Torre

VERSI

eBook gratuito

I Versi di Anonimo della Torre:

la resistenza del frammento sacro nellafasia tardo-moderna

In un panorama letterario liquefatto dall'estetica on-demand e dal rumore bianco dei network, lapparizione di questa silloge si pone come un autentico Kunstwerk di resistenza formale. Non siamo di fronte a una sterile restaurazione passatista, ma a unoperazione iper-consapevole che raccoglie le macerie delle forme metriche tradizionali - il sonetto, la terzina dantesca- e le usa come lanciafiamme contro il vuoto contemporaneo. Il recupero del sacro, del mito gaelico e norreno, e della filologia ermetica non è fuga nostalgica, ma lunico antidoto possibile a un «vivere artefatto». Cè un rigore geometrico nel modo in cui lendecasillabo viene teso fino allo spasmo, costringendo la materia mitica a farsi carne, ritmo e dissidio. Alcuni titoli della raccolta offrono una mappa precisa di questo percorso: Labirinto, Fluttuazioni, Navigazione. Lautore si muove tra questi poli elevando la parola a evento teurgico e rituale. Nei versi di Fluttuazioni, ad esempio, leggiamo: «La leggera afasia che mi ha sfiorato / rammemora gli istinti sovvenuti / all'indugio del tempo rallentato». Questa «afasia» è silenzio mistico necessario a ritrovare il λόγος e non è assenza di senso. Uneco che dialoga direttamente con la filosofia del linguaggio di Giorgio Agamben sul concetto di inoperosità e infanzia della parola, o con le tensioni liriche di poeti contemporanei attenti alla verticalità del sacro come Milo De Angelis, dove la parola è sempre una soglia sospesa tra la vita e la dogana della morte.


Meccanismi testuali, neuroestetica e codici del sacro

Da un punto di vista analitico, lopera dellAnonimo si offre come un ottimale campo di indagine alla literary pragmatics e alla critica letteraria di matrice analitica. L'efficacia del testo si fonda sulla gestione del presupposition accommodation e sulla manipolazione delle illocutionary forces. Quando lautore esordisce con «Torre che vede, torre che difende», non sta semplicemente descrivendo uno spazio, sta compiendo un speech act performativo che istituisce lo spazio sacro della visione (epoptia). I testi attivano complessi meccanismi di cohesion e coherence attraverso luso di isotopie mitologiche (lalbero Yggdrasill, il Re Melkisedech, il dio Lugh) che fungono da attrattori cognitivi. Sotto il profilo della neuroestetica, la struttura metrica serrata (il sonetto a rime baciate o alternate) agisce sui circuiti cerebrali dellanticipazione e del piacere (reward system). La regolarità del ritmo endoceltico e dell'endecasillabo stimola una sincronizzazione neurale che facilita limmersione cognitiva, trasformando la lettura in unesperienza meditativa, un riflesso biologico del «silenzio di San Giovanni» evocato nelle note. Dal punto di vista della sociologia e dellantropologia dellarte (secondo le linee di Alfred Gell), lopera si configura come un agente sociale: la poesia non rappresenta il rito, è il rito stesso. In La festa dei morti, latto di apparecchiare la tavola nella nebbia padana per gli spettri celtici di Samhain non è folklore, ma una riattivazione antropologica del legame comunitario che sfida isolamento e amnesia della modernità capitalista.


Un ritorno all'origine della parola

Per riassumere con maggiore chiarezza e al di là delle complesse formule accademiche, il cuore di questo libro è un invito a rallentare e a ritrovare la forza originaria delle parole. LAnonimo ci prende per mano e ci conduce in un viaggio che attraversa i deserti dellanima, i labirinti del dubbio e i mari nebbiosi della memoria, usando la poesia come una bussola. Il messaggio finale è limpido: in un mondo che corre troppo velocemente e che spesso appare finto, riscoprire i vecchi miti, il valore del silenzio e la bellezza di un verso coltivato è lunico modo che ci resta per non perdere la nostra umanità e difendere la nostra fortezza interiore.


Ivan Pozzoni

kolektivnenseae.wordpress.com




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